Lino Leanza,  nato a Maletto nel 1957, sposato con Enza, una figlia, Gaia, 8 annni, sin da giovane impegnato in politica, ha sempre coniugato un profondo impegno sociale con i valori più autentici della nostra storia culturale ispirata ai principi cattolici, alla solidarietà, alla tutela delle fasce più deboli, per il mondo del lavoro, per la formazione, per i giovani e la famiglia.

Giovane ed attivo dirigente d'azienda, imprenditore della cooperazione sociale, Leanza si affaccia al mondo della politica con la Democrazia Cristiana. Già presidente provinciale etneo del Patronato Acli, acquisisce nel tempo, grazie ad un contatto diretto con la gente, una profonda conoscenza del territorio e delle esigenze della Sicilia, frutto anche di una costante presenza nel mondo dell'associazionismo cattolico e del terzo settore.

Da militante della Dc in seno ai movimenti giovanili, negli anni Ottanta diviene poi consigliere comunale nella sua città natale, Maletto, piccolo centro dell'alta fascia dell'Etna.

Negli Anni Novanta approda al Consiglio provinciale di Catania e nel 1998 diviene assessore, con delega alle politiche del lavoro.

Inizia l'impegno pieno sui temi dell'emergenza occupazionale, impegno che si concretizza ad esempio con il protocollo con i sindacati, con il varo di Job Sud, con l'adozione dei primi importanti provvedimenti a valere sui fondi di Agenda 2000 nel settore della cooperazione.

dalla rassegna stampa:
"[Job Sud, il salone delle opportunità] , [Ventimila partecipanti al Job Sud] , [Tre Giorni per lo sviluppo], [Al sito Job Sud 4000 contatti in sette giorni][Imprenditori, sindacalisti e sindaci etnei riuniti alla provincia per L'agenda 2000]"

 

Consulente prima e responsabile successivamente della Task Force per il lavoro al Comune di Catania, Leanza vive in prima linea l'avvio delle grandi vertenze occupazionali della città, come la Cesame, battendosi con successo per la garanzia dei diritti dei lavoratori. E', anche, il momento in cui grazie ad una azione di concertazione lancia il patto per il lavoro, in difesa dei diritti dei precari e delle fasce meno tutelate. Un impegno premiato dalla gente nel 2001 con l'elezione a deputato all'Assemblea Regionale Siciliana nella XIII legislatura, nel collegio di Catania per la lista del CCD.

dalla rassegna stampa:
" [Il consiglio comunale forma una task force], [Task  Force il nostro segreto è la concertazione], [Un nuovo Input alla concertazione dalla Tack Force Lavoro], [Cesame - Salvati i 340 posti], [Cesame - oggi si firma il protocollo d'intesa]"

 


Matura intanto in quella fase, nella classe politica dirigente siciliana, la ferma convinzione che il Paese, superata la fase centralista, pur all'interno di un quadro costituzionale unitario, si debba avviare verso un percorso di federalismo delle Regioni vicino alle politiche di sviluppo suggerite dell'Unione Europea.

I temi dell'autonomia, del federalismo, del Mezzogiorno, dello sviluppo, già cardini dell'azione quotidiana di Leanza, maturano naturalmente avviando il processo costitutivo di un nuovo progetto politico fondato sul valore dell'autonomia, quello dell'MPA di Raffaele Lombardo.

Leanza diviene dunque il primo presidente del gruppo parlamentare del Movimento per l'Autonomia all'ARS.

Da capogruppo indirizza l'attività parlamentare verso l'adozione di strumenti legislativi per la tutela del lavoro, per la sicurezza, per la formazione professionale.
L'impegno politico si arricchisce anche dell'incarico della segreteria regionale del Movimento, in una fase in cui gli autonomisti sono avviati a gran velocità verso il percorso di radicamento e strutturazione nel territorio.

Alle Elezioni Politiche dell'8 aprile 2006 Leanza è eletto alla Camera, aderendo come deputato nazionale alla componente MPA del gruppo misto e divenendo membro della Commissione Giustizia.

L'impegno nel Movimento lo vede impegnato in prima linea assumendo il ruolo di segretario regionale Mpa.

Rieletto due mesi dopo deputato regionale nella XIV legislatura, sempre nel collegio di Catania, assume la carica di assessore regionale ai Beni Culturali e Pubblica Istruzione e vice presidente della Regione nel II° governo Cuffaro.

Diciotto mesi di impegno pieno, nei quali l'azione di Leanza consente di far approvare all'Ars decisivi provvedimenti per l'occupazione, con interventi a sostegno del cinema e dell'audiovisivo, per le politiche culturali, con il testo in favore delle attività teatrali, con l'istituzione dell'ente lirico regionale Teatro Massimo Bellini, procedendo alla stabilizzazione dei catalogatori dei beni culturali, con lo stop alle trasferte di opere d'arte, incentivando l'adeguamento degli edifici scolastici.

dalla rassegna stampa:
"[Il maxiconcorso ai beni culturali, Leanza: Stop a tutte le selezioni mai iniziate], [Opere d'arte siciliane: Stop alle esportazioni], [Nuova strategia dell'arte: sarà diffusa e fruibile], [Leanza: per il Set-Sicilia arriva un vera industria del cinema], [La Sicilia un grande polo culturale], [Leanza: Musei aperti anche di notte]"

 

Il 28 gennaio 2008, dopo le dimissioni di Cuffaro, così come prevede lo Statuto, assume le funzioni di presidente della Regione siciliana, per l'ordinaria amministrazione, fino al 24 aprile 2008, giorno dell'insediamento di Raffaele Lombardo.

Eletto al parlamento nazionale alle politiche del 2008, Lino Leanza  corre con successo nell'aprile 2008 alle Regionali, risultando il deputato piu' votato in Sicilia nelle liste Mpa. Nello stesso anno viene eletto capogruppo del Mpa all'Assemblea Regionale Siciliana.

Leanza è attualmente Assessore Regionale ai beni culturali ed alla pubblica istruzione e Segretario Regionale del Mpa.

 

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